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Prof. Leandro Sperduti

Lunedì, 12 novembre 2018 ore 19.30

Allg. Lesegesellschaft,  Münsterplatz 8

 Il culto della grande madre nel mediterraneo più antico

 

 

 

Leandro Sperduti, già nostro ospite nel 2015 con un’interessantissima conferenza sul concetto dell’Italia nell’antichità e nel 2017 per parlarci degli Elvezi, è storico, archeologo  e  topografo  del mondo  antico. Collabora al Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Roma «la Sapienza». Ha tenuto corsi di formazione e di aggiornamento scientifico in numerose università, associazioni, istituti e centri di cultura storica, accademie e istitu-zioni pubbliche sia in Italia che all’estero. Come archeologo, ha condotto scavi in Italia e all’estero. In collaborazione con la Commissione Pontificia di Archeologia Sacra, ha intrapreso studi storici e archeologici sulla Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. È stato Segretario generale dell’Associazione Archeologica Romana, la più antica associazione di archeologi al Mondo, fondata nel 1902.

 

 

 

Il culto della grande madre nel mediterraneo più antico

 

 Il bacino del Mediterraneo, dove fiorirono alcune delle più antiche ed evolute civiltà dell’ Occidente, appare caratterizzato fin dalla preistoria da un accesa identità matriarcale che, oltre ad affondare le sue radici nell’oscuro e ancestrale “femminino sacro”, ha dato origine al culto per una Dea Madre suprema che per almeno quattromila anni ha segnato la storia. Dalla misteriosa Madre Maltese, alla Kubaba, fino a Iside de a Cibele, il culto della Dea ha rappresentato sempre il cuore dell’identità religiosa mediterranea non cessando neppure in seguito all’avvento del patriarcato indoeuropeo o alla diffusione del cristianesimo.