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Cineforum

Giovedì, 26 aprile 2018 ore 19.30

Allg. Lesegesellschaft, Münsterplatz 8

 

In occasione del 50° del Sessantotto italiano

Negli anni ’60 a Latina la vita non era facile. Le famiglie dovevano far crescere i figli con quello che avevano, dando loro una buona educazione. Accio è il più giovane di tre fratelli, e la sua vita si svolge fra ideali ora vivi e poi dimenticati. Lottando con il fratello con il quale condivide gioia e miseria. Uno sguardo, un primo piano. Il movimento degli occhi, ora persi, ora accesi per reagire a una situazione che in quel momento è la più importante. Lucchetti sa che il suo cinema è personale, tocca la politica, la affronta, ma ciò che gli importa veramente sono le persone, perchè sono loro che fanno il mondo. Ieri, oggi domani. Quei volti, quindi che lui approccia nei dettagli, a volte con la camera a mano, per dare ai protagonisti quel qualcosa di incerto, sono l’anima die suoi film. Mentre racconta la storia dell’Italia del ’68 (che a Latina non arriva) fra nero e rosso, due uomini legati dallo stesso sangue si confrontano, e Accio sempre alla ricerca di una fede, da quella cristiana a quella fascista, per poi perdersi nella sinistra, è la rappresentazione unica di un’incertezza manifesta di un paese allo sbando. Elio Germano è superlativo, e tiene testa a Riccardo Scamarcio che buca lo schermo con i suoi occhi verdi e il timbro vocale sicuro. Intorno a loro si muove Angela Finocchiaro, magnifica madre, e Luca Zingaretti, fedelissimo al Duce, perfetti comprimari di un dramma estremamente personale. La crescita di un uomo, forse non era mai stata così profonda nel cinema italiano attuale. A Lucchetti nel film riesce quello che a molti registi rimane un tentativo, raccontare l’umanità con la forza delle immagini e delle parole.

 Alla fine seguirà un momento conviviale