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CONFERENZA 

Giovedì, 6 febbraio 2020 ore 19.30

Allgemeine Lesegesellschaft, Münsterplatz 8, Basilea

 

Dr. CLAUDIA RICCI MESSINA

Claudia Ricci è nata a Roma, dove ha conseguito il diploma di maturità classica, per poi proseguire gli studi presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Ginevra. Qui si è laureata in linguistica italiana con il professor Emilio Manzotti. Dopo aver lavorato come assistente a Ginevra, ha collaborato a diversi progetti di ricerca in linguistica italiana (con la Prof. Dr. Angela Ferrari) e francese (con la Prof. Dr. Corinne Rossari), assumendo incarichi di ricerca e di insegnamento presso le università di Ginevra, Friburgo, Losanna e Basilea. Ha poi conseguito un dottorato di ricerca in linguistica francese presso l'università  di  Neuchâtel, dove  attualmente lavora,  occupandosi principalmente dello studio delle forme modali dell' italiano e del francese. È inoltre insegnante di italiano per stranieri nonché responsabile della sezione Scuola in seno al comitato di Friburgo della Società Dante Alighieri.

 

 

 

CHI L’AVREBBE SCRITTO ? REGISTRO LINGUISTICO E CANALE DI COMUNICAZIONE NELL’ITALIANO POST-NEOSTANDARD


Nell’ultimo ventennio, l’avvento di nuove forme e tecnologie di comunicazione ha consentito l’emergere di modalità di espressione scritta inedite, modalità difficilmente prevedibili in ragione del carattere totalmente innovativo dei supporti e del canale di trasmissione al quale ultimamente la scrittura è stata in parte affidata. I più recenti studi di sociolinguistica fanno rilevare, in particolare, l’emergere di una varietà di scrittura digitale ‘quotidiana’ e ‘informale’, aperta alla maggioranza delle generazioni e degli strati sociali della popolazione. In italiano, lingua in cui, per storia e tradizione, l’espressione scritta è stata principalmente descritta come caratterizzata da un elevato grado di formalità, il fenomeno è particolarmente interessante. Qual è dunque l’impatto della rivoluzione digitale sulla scrittura in italiano e, più in generale, sullo ‘standard’ della nostra lingua? Di quale “italiano scritto” si può parlare ai nostri giorni? Quali fenomeni sono davvero innovativi e quali no? Ma soprattutto, a quali risultati può portare l’osservazione rigorosamente scientifica di questi cambiamenti, in opposizione a una visione normativa, all’insegna del “si scrive”/”non si scrive”? La conferenza propone una riflessione comune su questi temi, all’insegna della curiosità nei confronti dei fatti di lingua.